Nicolo’ si ripete a Salsomaggiore

UNA GIORNATA DI GARA RACCONTATA DAL PAPA’ DI NICOLO’

Anche ieri è stata una giornata stupenda
Sabato pomeriggio siamo partiti alla volta di Salso Maggiore per partecipare alla gara di campionato regionale UISP minicross
Il tempo non prometteva niente di buono, ma la voglia di correre era talmente tanta che niente ci poteva fermare.

Arrivati sul campo in perfetto sincronismo con il nostro manager del team Marco detto il Bùba proveniente da Reggio Emilia
con il suo camper ed il suo carrellino tutto fare, abbiamo iniziato ad allestire il nostro “accampamento” composto di gazebo tavoli
tappeto di fondo e neon di illuminazione
A mio parere la serata della pregara è uno dei  momenti più belli della trasferta, dopo una bella faticata a piazzarci, arriva il buio e
si comincia a pensare alla cena, per ora essendoci ancora freddo si ci rinchiude tutti sui propri camper e si comincia a spadellare
con un’abbondanza sempre esagerata, poi arriva il bello .
I bambini, essendo praticamente sempre gli stessi ad ogni appuntamento, si conoscono tutti e dopo cena si riuniscono e spariscono trà i camper
nel buio del paddok ad inventare qualsiasi gioco pur di stare insieme.
I padri invece iniziano una via crucis da un’accampamento all’altro  portando bottiglie di limoncino, bargnolino, dolcetti, o qualsiasi altra cosa
commestibile da consumare in compagnia .
E’ un momento stupendo, perché la tensione della gara non ha ancora aggredito il sistema nervoso di ognuno, di conseguenza si
riesce ad apprezzare e gustare il bello della compagnia e dell’amicizia .
Verso le 22, si recuperano i figli, e dopo una doccetta veloce tutti a nanna.
Io non so se a voi piace la vita del camperista, ma se cosi fosse, sapete quanto si gode a dormire nel letto caldo del vostro camper,
mentre fuori piove. Quando succede vorrei che il tempo si fermasse, stare li al caldo con il tuo piccino a fianco ad ascoltare
il picchiettare della pioggia sul tetto del camper è una libidine unica.
Questo è successo anche sabato notte, fortunatamente non è durata molto, altrimenti avrebbe creato grossi problemi per la gara del giorno dopo.
Un altro momento magico è il risveglio, la prima cosa che si fa è sbirciare fuori per controllare il tempo e quanti altri camper sono arrivati durante la notte.
Dopo una veloce toletta e la colazione, tutti fuori ,.i bambini si ritrovano assieme in fila a fare l’iscrizione alla gara, e noi padri siamo presi dagli
ultimi preparativi della moto.
Anche se mancano ancora un paio di ore,è questo il momento in cui si inizia a sentire una certa tensione in corpo.
Forse ho fatto un errore a dire questo,perche è una cosa mia personale, magari gli altri hanno tempi diversi, ad esempio il Bùba è già agitato alle
sette del mattino, perché  lo vedi girare avanti indietro nel paddok con la paglia in bocca e una red bull in mano che non sa dove stare.
Come dicevo la tensione che gradualmente ti assale è tanta, nel mio caso , non è la paura di non raggiungere un certo risultato, ma la paura che
il piccolo si faccia male.
Tornando a ieri, verso le dieci Nicolò e gli altri sono entrati in pista per fare 10 minuti di prove libere ed imparare la pista, alle 11,30 circa ,gara di qualifica con
tanto di partenza dal cancello. Nicolò ha conquistato un meritato secondo posto stando davanti ad avversari decisamente più grandi di lui.
I primi 3 arrivati, hanno praticamente fatto gara a sé, distaccando o addirittura doppiando quasi tutti gli altri.
Nel frattempo ci hanno raggiunti sia mia moglie che l’altro mio figlio Simone con rispettivi nipotini.
Pausa pranzo , pasta in bianco per Nicolo’ e mega grigliata fatta dall’altro mio figlio Simone per noi .
La tensione pregara crea sonnolenza a Nicolo’ che abitualmente se ne và a letto per essere poi svegliato  un quarto d’ora prima della gara.
Sono circa le 14,15 è ora di svegliarlo , ci siamo.
Alle14,40 per altoparlante chiamano la categoria promo 65 dietro al cancello di partenza .Sono super teso , non parliamo del Buba, forse non respira neanche,
io penso che se corresse lui non sarebbe cosi teso, il team schiera dietro il cancello 3 bambini ma quello che ha più probabilità di risultato è Nicolò, di conseguenza
è seguito dal nostro Bùba con un’occhio di riguardo.
Partenza prima batteria, Nicolò è secondo, ma verso metà gara Monteleone chiamato anche il kamikaze del team Fontanesi Chiara  lo passa rischiando il tutto per tutto.
Primo Mannucci , secondo Monteleone, terzo Folli, tutti gli altri ad un giro.
Riposino tra la prima e la seconda batteria, un controllo alla moto ,rifornimento ,olio alla catena, pulizia del casco e degli occhiali e siamo pronti a ripartire.
Sono le 16,30 e ci chiamano al cancello di partenza, la tensione si rifà viva, ma è ancora più pesante, perché và a tendere dei nervi già affaticati dalle precedenti
tensioni ,sono stanco morto, vedo l’ora che finisca tutto, ma mi faccio coraggio per affrontare  l’ultimo sforzo.
Cartello dei 15 secondi, quello dei 5, il mio  cuore da 190 pulsazioni , di botto si ferma ,ripartirà dopo la prima curva.
Pronti via Nicolò è terzo dietro a Monteleone, inizia l’inseguimento a dei livelli spettacolari e veramente al limite, ma Monteleone pur di non farsi passare esagera e cade,
fortunatamente senza farsi male , siamo secondi.
Finiamo la gara secondo Nicolò, quarta la Raissa, l’altra portacolori del team, il Bùba è fuori di testa, esplode in urla di felicità ed esaltazione, siamo tutti felici.
Nicolò ha condotto una gara impeccabile guidando sempre al limite, ma senza mai rischiare, dimostrando una maturità fuori dalla norma pur essendo un
bambino di nove anni.
E’ finito tutto, i nervi indolenziti dalla tensione si rilassano e la stanchezza ti assale, ma c’è ancora una cosa da fare mentre si aspettane le premiazioni,
sbaraccare tutto!!  Questa è la cosa più sgradevole della trasferta, perché ti fa capire che è finito tutto davvero  e si và a casa.
Nicolò sale sul secondo gradino del podio, è felicissimo, se lo è meritato tutto.
Salutiamo tutti dandoci appuntamento “alla prossima” e tutti in colonna ci avviamo ad affrontare il viaggio di ritorno vero casa stanchi ma stracontenti.

Giornate come queste ci danno delle emozioni  che penso siano impagabili e credo che mio figlio Nicolò se le ricorderà per tutta la vita.
Scusate degli errori grammaticali e della forma sgraziata, ho scritto a ruota libera e non è il mio mestiere scrivere racconti, ma la mia intenzione
è quella di trasmettervi le nostre emozioni e condividerle con voi, anche perché, e ci tengo a precisarlo tutte le volte, senza il vostro piccolo o grande contributo non riusciremmo a fare tutto questo.

Ciao a tutti alla prossima gara                Gianni Folli

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